Pensieri

Potrei

Perchè non scrivi un libro? Chi io? Non sono in grado di scrivere una storia, un racconto. Potrei scrivere la mia vita, ma andiamo, a chi potrebbe mai interessare la mia biografia? E poi… io dovrei mettere in pasto il mio casino mentale alle persone? C’é chi giudica, chi deride, chi insulta, chi potrebbe essere ferito dalle mie parole. “Hai ragione, ma c’è anche chi potrebbe trarne forza, chi sta vivendo il tuo stesso smarrimento, chi ha vissuto un po’ come te.” E’ vero, ma cosa mai potrei insegnare? Non ho sofferto di alcuna malattia (fortunatamente e di questo ringrazio), da cui mi sono rialzata e quindi potrei insegnare a non mollare. Non ho avuto genitori disastrati (fortunatamente e di questo ringrazio) da cui fuggire e quindi insegnare a ricostruirsi. Non ho avuto dipendenze (fortunatamente e di questo ringrazio) contro le quali resistere e quindi insegnare a vivere nuovamente. Non le ho affrontate direttamente ma in modo indiretto sì. Vedete, sono sempre stata una spalla pronta su cui appoggiarsi, una scarpa nella quale camminare, un vestito per coprirsi, dei capelli pettinati per sentirsi stupende. Nel frattempo, tutto questo, per me, lo sono sempre stata io. Non c’è mai stato nessuno nel vero momento del bisogno, sempre e solo le solite frasi fatte e dette, ma nessuno si è mai realmente preoccupato di ciò che si cela dietro un “tutto bene”, nessuno lo ha mai colto. Ecco, vedete, io sì, ho la presunzione di poterlo dire, perché è un dato di fatto, é ciò che realmente é accaduto. Non ricordo una sola volta che sia capitato. Non mi lamento di questo, sapete, le persone che mi vogliono bene ci sono, tutti le abbiamo, chi più chi meno. La parte difficile é farsi voler bene da noi stessi. Forse potrei raccontare questo, potrei raccontare che in realtà non siamo soli, siamo con noi stessi. Che quando pensiamo di esser entrati in un tunnel senza uscita, è esattamente così, non c’è la luce bianca pronta ad aspettarci. C’è piuttosto, la luce che riusciamo a creare noi per poter uscire dal tunnel. Potrei dire che la vita ci ha scelto, o meglio, Dio ci ha destinato questa vita, perché noi siamo in grado di poterla sostenere, probabilmente un’altra persona no, ma noi sì. Ognuno di noi deve crearsi la propria luce. Perché siamo in grado. Sì, forse, potrei.

12 risposte a "Potrei"

  1. Potresti, mi piace. Io mi ci rivedrei, già così, in questa bozza di idea. Troverei le mie parti, la mia voce nella tua, lo leggerei con il mio vissuto, ovvio, con i miei occhi, ma lo leggerei. Puoi farcela! Daje. È un atto coraggioso, lo ammetto, ma puoi. Devi volerlo tu però, farlo per te.

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  2. Inizia a scrivere e non pensare all’obiettivo. Prenditi un po’ in giro sul perché imbratti la carta o digiti davanti a uno schermo, anzi no, non fare nemmeno questo. Scherza con i tuoi pensieri, lascia che inseguano le parole, divertiti, liberati: il risultato finale potrebbe stupirti. Del resto, gli autori di libri sono proprio quelli che ne sanno meno riguardo a ciò che hanno fatto!
    Andrea

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      1. Conosco pure io la sensazione che descrivi nell’articolo che mi hai linkato, è qualcosa di irresistibile e di travolgente, è quasi avere due vite! Ho da poco pubblicato un romanzo (dove appunto tratto anche questo argomento), eppure mi sono accorto che la pubblicazione non è il vero traguardo. Il vuoto torna pure dopo e lo si può colmare solo scrivendo ancora!

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